Hiking in the Province of Cuneo 

Mangiarti guides you in a rich territory from every point of view. Discovering a typical product and visiting a company lead you by the hand to enchanted places, full of treasures waiting to be discovered. Our goal is to lead you by the hand to get to know the small producers and the area that surrounds them with itineraries specifically designed to give you all-round experiences, to enter the true essence of an uncontaminated world through a sustainable tourism system in which the outdoor activities



Si tratta di una piacevolissima passeggiata, adatta a primavera ed autunno. Collega, lungo la displuviale tra le valli Casotto e Mongia, l'imponente Santuario della Madonna della Neve con l'appartata Cappella di Santo Stefano. I panorami sono spesso ampi, nonostante le quote basse, e l'area attrezzata presso il santuario è un ottimo posto per una merenda al rientro dall'escursione.

 

Facile anello tra il bel Borgo di Valcasotto e il Castello Reale di Casotto, lungo semplici strade sterrate, mulattiere e brevissimi tratti di sentiero. A Valcasotto è possibile ammirare il Mulino Napoleonico, perfettamente ristrutturato come il resto del borgo, mentre merita decisamente una visita il Castello di Casotto, già Certosa, residenza di caccia estiva dei Reali di Savoia.

 

1:30 - 1:40 ore +125 / -40 m 5993 m

San Giacomo di Roburent - Vernagli


Più che di una escursione, si tratta di una lunga passeggiata: un percorso interamente su strada sterrata (purtroppo aperta al traffico), quasi pianeggiante o in leggerissima salita, sovente al fresco di un bosco di latifoglie. Vernagli, località di arrivo dell'itinerario, merita però di essere vista: un borgo ben ristrutturato, la posizione invidiabile, la minuscola chiesetta e una struttura ricettiva dove pranzare o semplicemente bere qualcosa.

 

Perfetto itinerario autunnale, che si snoda quasi sempre su comode piste sterrate e offre ampi panorami, sia durante la salita che dalla vetta del Monte Alpet. Assai piacevole e ben assolata anche la radura in cui si trovano sia il Rifugio Navonera, sia la Cappella della Madonna delle Nevi, una sorta di santuario in miniatura.

 

Ad un tratto iniziale un poco monotono, su strada sterrata, segue una piacevole traversata tra le bellissime conche pascolive dove si produce il ben noto formaggio Raschera d'alpeggio. Rilassanti le sponde prative del maggiore dei Laghi della Brignola, circondati in primavera da splendide fioriture. Completano il quadro di questo itinerario il Lago Raschera e la spettacolare parete nord-est del Mongioie.

 

Gli impianti da sci di Lurisia, pur toccati da questo itinerario, restano sempre marginali e non disturbano affatto. Il percorso risulta sempre interessante: alle belle abitazioni in pietra ottimamente riattate nei dintorni di Sant'Anna fa seguito il piacevolissimo crinale che porta sulla cima de La Gardiola; la quota non è particolarmente elevata ma il panorama su Alpi e pianura, nelle giornate terse autunnali, è davvero impagabile.

 

0:40 - 0:45 ore +132 / -11 m 2110 m

Porta di Pian Marchisio - Rifugio Mondovì De Giorgio


Semplice passeggiata lungo una strada sterrata agro-pastorale. Tra distese di pascoli a perdita d'occhio si raggiunge il Rifugio Mondovì, recentemente ricostruito.

 

Il lungo percorso noto come 'Via delle Borgate' ha un po' perso di interesse nel suo tratto iniziale, una lunga cavalcata lungo la displuviale tra le valli Ellero e Pesio, a causa dell'apertura di piste da esbosco. La descrizione è rimasta, ma non aggiornata e suggerita solo come variante per chi vuole effettuare una camminata più lunga. Resta invece molto intrigante l'anello che si chiude con partenza e arrivo alla Cappella dell'Olocco, attraverso numerose borgate e cascine, alcune ancora utilizzate nel periodo estivo per lo svolgimento delle tradizionali attività agro-pastorali.

 

0:55 - 1:00 ore +271 / -13 m 2520 m

Chiusa di Pesio - Castello Mirabello - Monte Cavanero


Si tratta di una breve passeggiata, sempre nel bosco ad eccezione dell'area in cui sorgono i ruderi del Castello Mirabello, che invece offre notevoli panorami sull'abitato di Chiusa di Pesio e su tutta la Valle Pesio. La prosecuzione fino al Monte Cavanero permette di calcare un'area sede di insediamenti umani sin dai tempi più remoti, e oggetto del ritrovamento di numerosi manufatti risalenti all'età del rame.

 

Si tratta di una passeggiata poco faticosa, che si svolge quasi totalmente su sterrate o piste forestali. Lunghi i tratti all'interno del bosco. Gli elementi di maggior interesse sono sicuramente la Grangia del Castellar (ottimo punto panoramico) e il Parco archeodidattico della Roccarina.

 

1:55 - 2:10 ore +522 / -196 m 4285 m

Le Meschie - Stalle Artondù soprane - Fontana Cappa


Tutta l'ascesa riserva scorci inaspettati e sorprendenti: vecchie stalle, faggete, ruscelli e uno splendido panorama dalla Sella Artondù. Il bel panorama permane nel lungo traverso che scende a Fontana Cappa, ma si riesce a gustare poco: il sentiero esile e, per un buon tratto, malagevole, rendono la seconda parte dell'itinerario meno accattivante.

 

2:50 - 3:10 ore +516 / -516 m 8161 m

Pian delle Gorre - Pis del Pesio - Pian delle Gorre


Una delle mete più note all'interno del parco, il Pis del Pesio è una spettacolare cascata dove l'acqua sgorga direttamente da una verticale parete rocciosa e compie un salto di oltre 20 metri. Il fenomeno è però tanto affascinante quanto effimero: si manifesta solo per alcune settimane l'anno, in primavera, quando l'abbondanza di acque dovuta al disgelo riempe le cavità ipogee fino a farle traboccare dal sifone terminale del Pis.

 

1:05 - 1:15 ore +195 / -195 m 3370 m

Tetti Rosbella - Pra del Soglio - Tetti Rosbella


Più che una escursione si tratta di una piacevole passeggiata, che ha i suoi punti di forza nella graziosa borgata di Tetti Rosbella e nel bel panorama su Alpi e pianura che si gode dall'assolata radura dei Prati del Soglio. Per il resto tanto asfalto (ma chiuso al traffico), piste sterrate e brevi tratti di sentiero, sempre all'interno del bosco. Le quote basse e le buona esposizione rendono tuttavia questo itinerario un'ottima soluzione per fare quattro passi in tardo autunno o addirittura in inverno (eventualmente con le racchette da neve).

 

Era un ottimo itinerario per chi è interessato all'architettura alpina tradizionale e alla cosiddetta 'civiltà dei monti'. Il sentiero, che attraversa numerose borgate, offre uno spaccato della vita in montagna così come si presentava non più di qualche decina di anni fa. Purtroppo i molti crolli hanno portato via quel che restava dei tetti in paglia, e sono poche le vecchie abitazioni rimaste in piedi. Vista la lunghezza del percorso, è consigliabile lasciare un auto a Palanfrè da usare per il rientro. L'autunno è la stagione consigliata.

 

Bell'itinerario, in parte ad anello, che tocca tutti i laghi del Vallone degli Alberghi. La traversata tra il Lago inferiore del Frisson e il Lago degli Alberghi si svolge per breve tratto in pietraia, ma è ben segnalata e non presenta particolari problemi.

 

Un anello di media durata, assai intrigante, che si svolge lungo la cresta di confine tra Italia e Francia. Consente di osservare da vicino diverse fortificazioni di fine '800 facenti parte del Campo trincerato di Tenda. Sempre ampi i panorami sulla Val Vermenagna e la Val Roya e belle fioriture nel periodo primaverile.

 

Una farfalla in pericolo di estinzione, una necropoli preistorica, la ricostruzione di un villaggio neolitico, bunker della seconda guerra mondiale, grotte che hanno visto l'Orso delle Caverne e oggi ospitano una colonia di pipistrelli: tutto questo in un facile anello tra Andonno e Valdieri. A onor del vero, si tratta di una versione decisamente 'allungata' del 'Sentiero delle Farfalle', che è una breve passeggiata tra Valdieri e l'ex cava di ghiaia della Cementir.

 

Semplice anello adatto alle mezze stagioni per la buona esposizione al sole dei versanti. Di indubbio fascino la stretta gola delle Gorge della Reina, la cui visita, da effettuare con un pizzico di prudenza, è invece consigliabile in autunno, quando la neve che ivi si accumula si è completamente sciolta e le temperature lungo il percorso non sono torride. Degna di nota anche la piacevolissima discesa nel bosco di conifere dal Colletto della Lausa.

 

Un interessante anello per entrare nella storia recente delle popolazioni che hanno vissuto in montagna. Si toccano due borgate di Sant'Anna, abitate fino alla metà del secolo scorso, in ciascuna delle quali è possibile osservare un edificio, ristrutturato dal Parco, con le originarie coperture dei tetti in paglia di segale. Il percorso è parte integrante dell'Ecomuseo della Segale, che prevede tre sedi espositive: la sede museale vera e propria a Sant'Anna, e le due abitazioni ristrutturate rispettivamente a Tetti Bartola e Tetti Bariau.

 

2:25 - 2:45 ore +382 / -382 m 8263 m

Terme di Valdieri - Rifugio Valasco - Terme di Valdieri


Breve e semplice passeggiata, in parte ad anello, che porta ad uno dei luoghi più suggestivi all'interno del Parco delle Alpi Marittime. Il Piano del Valasco è un'ampia distesa prativa, circondata da vette intorno ai 3000 metri ed attraversata da un sinuoso torrente. Al centro del pianoro si erge la bellissima Palazzina Reale di Caccia, voluta da Vittorio Emanuele II per le sue battute al camoscio e diventata da alcuni anni una struttura ricettiva.

 

Il classico itinerario ad anello, percorso da decine di escursionisti, che consente in una sola giornata di attraversare il cuore del Parco delle Alpi Marittime. L'itinerario, che tocca diversi laghi glaciali, tutti assai pittoreschi, si svolge in buona parte lungo vecchie rotabili e mulattiere ex-militari.

 

Come godersi paesaggi di alta quota senza eccessivo sforzo: questo percorso ad anello, che si sviluppa sempre lungo vecchie rotabili ex militari e comode mulattiere permette di ammirare magnifici panorami e di curiosare tra vecchie fortificazioni che testimoniano ancor oggi l'importanza strategica dell'Altopiano della Bandia.

 

Piacevolissimo percorso ad anello, lungo ma non impegnativo. La prima parte si svolge per intero sulla rotabile ex-militare che collegava l'altopiano della Bandia con quello della Gardetta: un panoramico balcone che, con percorso quasi pianeggiante, si snoda per oltre 8 km. Il rientro avviene in parte su sentieri in parte su rotabili sterrate, al cospetto dell'imponente mole di Rocca la Meja.

 

Questo breve percorso ad anello, all'interno della Riserva Naturale delle grotte di Aisone, conduce dapprima attraverso piccole borgate dove si possono ancora ammirare i resti di alcuni tetti in paglia di segale, quindi tocca numerose grotte naturali utilizzate dall'uomo in epoca neolitica e, molto più di recente, dai pastori locali come ricovero per il bestiame.

 

Una breve escursione che offre l'opportunità di osservare da vicino parte dello schieramento fortificato di Vinadio, realizzato sul finire dell'800. Il fossato di protezione della Batteria Serziera, ancora praticamente intatto, ha conservato dai vandalismi il forte che resta uno dei più begli esempi di architettura militare del XIX secolo che si incontrano in provincia. Un vero peccato che il passare degli anni, e lo stato di abbandono in cui versa, avranno prima o poi ragione delle secolari mura.

 

Breve anello ricco di spunti, dal bel bosco di abete bianco e larice in cui si svolge gran parte dell'itinerario, al Lago di San Bernolfo, circondato da invitanti prati. Suggerita la breve ascensione alla Quota 1996, dove si può godere di un ottimo panorama sul lago e sul Vallone di Collalunga.

 

Una lunga traversata, adatta alle mezze stagioni per la buona esposizione. Nonostante le quote non elevate si attraversano ambienti vari, dai pascoli ai boschi, e numerose borgate, il tutto al cospetto di splendide montagne dall'aspetto dolomitico come il Monte Bersaio o l'immensa parete de Le Barricate. Pontebernardo ospita il piccolo ma grazioso Museo della Pastorizia, facente parte dell'ecomuseo omonimo, assieme a questo itinerario. Se non si dispone di due auto, bisogna fare affidamento sulle corriere di linea per il rientro a Sambuco.

 

Piacevolissimo itinerario che abbina una comoda salita tra boschi di larice alla presenza di numerose opere difensive appartenenti al Vallo Alpino. L'ascesa, mai faticosa per l'ottima mulattiera, è adatta sia ai sempliciescursionisti che agli appassionati di storia militare. Ottimo il panorama dalla Selletta del Becco Rosso.

 

Un sentiero didattico, ricco di pannelli informativi, nel quale un Sarvanot (personaggio tradizionale difficile da definire, un po' folletto dei boschi un po' uomo selvaggio) racconta agli escursionisti di alberi, luoghi, persone e tradizioni. E anche un paese fuori dal tempo, abitato da 'babaciu' (pupazzi) di paglia a grandezza naturale, che giocano a carte all'osteria, vanno a scuola, dal fornaio o dal macellaio... Tutto in una passeggiata breve, con poco dislivello, di facile percorrenza, accessibile praticamente tutto l'anno e perfino arricchita con interessanti opere di Land Art (che come tali, però, sono temporanee...).

 

1:25 - 1:40 ore +425 / -89 m 3349 m

Cialancia - Cauri


Breve ma piacevolissima escursione fino alla borgata abbandonata di Cauri. L'ottima esposizione e la quota modesta ne fanno un itinerario ideale ad inizio primavera, allo sciogliersi della neve, o anche in autunno inoltrato. Alcuni brevissimi tratti del sentiero sono ridotti ad esile traccia su pendii scoscesi, prestare attenzione in caso di fondo scivoloso. {BR} Purtroppo la splendida chiesetta all'ingresso della borgata, con i suoi caratteristici affreschi a tinte vivaci, non ha retto al trascorrere degli anni e al totale abbandono ed è crollata.

 

Una recente strada ha collegato Colletto alle altre borgate visitate da questo itinerario, consentendo l'inizio del recupero delle vecchie abitazioni, ma al tempo stesso, togliendo un po' del fascino che caratterizzava questi piccoli villaggi. Il percorso di salita si svolge comunque su bel sentiero, lasciando la strada sterrata a chiudere l'anello sulla via del ritorno.

 

Il Cammino di San Magno è una piacevole escursione, non particolarmente impegnativa, che raggiunge il Santuario di San Magno da Campomolino. Durante il percorso si visitano le belle frazioni di Chiotti e Chiappi, con molte case ristrutturate, e si incontrano svariate cappelle. Oltre alla pregevole architettura del Santuario, che racchiude lo scrigno della cappela Allemandi, la giornata si può completare con il museo etnografico 'Una casa per Narbona' a Campomolino e con il 'Muzeou dal Travai d'isì' a Saret di Chiappi. L'eccessiva presenza di erba in diversi punti del tracciato ne consiglia la percorrenza a inizio primavera o in autunno.

 

Percorso ideale in autunno e primavera, per l'ottima esposizione ed il clima mite. Nella parte basa dell'itinerario si possono osservare decine di 'Ciciu', curiose formazioni geologiche dovute a fenomeni di erosione. Due sono le opportunità per gli escursionisti: un percorso turistico breve, chiamato Ciciuvagando, ed un percorso escursionistico più lungo.

 

Escursione ad anello, nota e frequentata per la fioritura primaverile di orchide e tardo estiva di ciclamini che si può ammirare lungo il percorso. Molto carine la borgata di Camoglieres e la vicina Cappella di San Pietro, con la rappresentazione della 'Danza macabra' all'interno del ciclo di affreschi che custodisce. Per la buona esposizione e il clima mite, il sentiero è ottimo anche nella stagione autunnale.

 

Come molti altri comuni della valle, Marmora è un comune diviso in tante borgate. Da Vernetti, che ospita la sede comunale, comincia questo itinerario ad anello che tocca ben 14 borgate, quasi tutte ben esposte al sole e splendidamente ristrutturate. Ci si potrà perdere tra tetti in lose, baite in pietra e legno, affreschi, cappelle e una miriade di strutture ricettive che nulla hanno da invidiare alle località più blasonate delle Alpi. Da non perdere, in borgata Parrocchia, nella canonica della chiesa, la biblioteca più alta d'Europa con i suoi oltre 90.000 volumi.

 

Una piacevole passeggiata, ottima per ammirare il bel centro storico di Costigliole Saluzzo, fino alla Cappella di Santa Cristina. Dopo ci si sposta in prevalenza su sentiero o piste forestali, sovente chiusi nel bosco, seppur con qualche bello scorcio panoramico sul Monviso e sulla bassa Valle Varaita. Decisamente amena la radura che ospita la Cappella di San Michele, forse il luogo di maggio interesse dell'intera escursione. Non mancano, per gli amanti delle scampagnate, tavoli da pic-nic sparsi un po' lungo tutto il percorso.

 

1:00 - 1:10 ore +216 / -216 m 2643 m

Il Sentiero dei Sarvanot: Rore - Tumpi la Pisso - Rore


Un giro nel bosco, a fianco del torrente, fino ad una spumeggiante cascata ma... attenzione, non sarete mai da soli: i Sarvanot saranno lì ad osservarvi quando meno ve lo aspettate. Oltre la cascata, l'anello prosegue con un passaggio leggermente aereo (ma ben protetto) e termina con una delle ben note panchine giganti affacciata sull'abitato di Rore.

 

Alla piacevole salita al Rifugio Bagnour, per la via classica e più breve, segue un percorso su sentieri molto meno battuti che consentono di godersi in tranquillità i suoni, i profumi e i colori del Bosco dell'Alevé. Il rientro, a chiudere l'anello, è lungo il frequentato sentiero di accesso al Rifugio Vallanta.

 

1:10 - 1:15 ore +33 / -202 m 4426 m

Chianale - Pontechianale


Valida alternativa alla strada statale per spostarsi tra Chianale e Pontechianale, questa semplice passeggiata consente eventualmente di chiudere anelli tra i numerosi sentieri che partono dalle due località.

 

Chi ama i laghi alpini non può rinunciare a questa escursione. Dal frequentato Lago Bleu, al più appartato Lago Nero, ai poco profondi Laghi Bes, al piccolo Lago Longet: circondati da prati o da pareti rocciose, sono in grado di soddisfare i gusti anche degli escursionisti più esigenti. Nei pressi dei Laghi Bes, ma con vista sul Monviso, sorge il Bivacco Olivero.

 

2:25 - 2:45 ore +192 / -194 m 9568 m

Saluzzo - Castellar


Una piacevole passeggiata adatta ad ogni stagione, che non richiede gli scarponi! Si svolge infatti interamente su strade asfaltate, la maggior parte poco trafficate e alcune chiuse al traffico. Non mancano spunti di interesse, come il meraviglioso centro storico di Saluzzo, dove ci si può perdere per mezza giornata se si vogliono visitare le molte vestigia storiche, o il bel paesino di Castellar, che a maggio di ogni anno, per una settimana, si riempe di colori durante la 'Festa degli spaventapasseri'! L'ideale è organizzarsi con due auto, per evitare il rientro sullo stesso percorso ed avere più tempo per la visita di Saluzzo.

 

Un breve itinerario per un viaggio nel passato, con il magnifico insediamento di Balma Boves, ottimamente recuperato (oggi museo a cielo aperto), che testimonia la vita in montagna nel secolo scorso e l'ingegno dell'uomo nel costruire una intera borgata al riparo di un enorme sporgenza rocciosa. Chi prosegue l'escursione potrà osservare anche le incisioni rupestri di Roca d'la Casna, verosimilmente risalenti all'età del Bronzo.

 

Breve escursione, su vari tipi di fondo, dall'asfalto al sentierino. I punti di forza sono rappresentati dalle abitazioni sapientemente ristrutturate in pietra e legno, e dai bellissimi panorami sul Monviso che accompagnano lungo la parte in quota del percorso.

 

Una breve passeggiata, ma su un sentiero bello e piacevolissimo, che collega Pian della Regina a Pian del Re e alle Sorgenti del Po.

 

Si tratta di una facile passeggiata, quasi interamente su strade sterrate o al più piste forestali, all'interno di bei boschi. Di rilievo sono le minuscole borgate che si incontrano nella seconda parte dell'anello e il bel Monastero Dominus Tecum di Pra 'd Mill.

 

La Riserva Naturale Sorgenti del Belbo è caratterizzata da aspetti palustri stagionali che favoriscono una grande ricchezza botanica ma, anche, la presenza di parecchi tratti umidi o fangosi. Questo itinerario che la attraversa, un dolce saliscendi su un altopiano collinare, quasi sempre chiuso nel bosco, non presenta difficoltà, salvo le condizioni del fondo molto dipendenti dalle condizioni climatiche, e salvo un paio di bivi non ben segnalati che possono lasciare dubbi sulla direzione da seguire. Sei pannelli con citazioni letterarie e brevi letture, oltre a schede botaniche, accompagnano l'escursionista in questo anello.

 

A Sale San Giovanni sono stati segnalati tre percorsi escursionistici per vedere la fioritura delle piante officinali. L'itinerario proposto alterna il percorso 'Blu' e il percorso 'Arancione', allo scopo di ridurre al minimo i tratti su strade comunali asfaltate. Chi si aspetta ettari ed ettari di lavanda in fiore, tuttavia, è bene che sappia che delle circa tre ore di cammino solo una minima parte si svolge a fianco dei coloratissimi e profumatissimi campi.

 

Si tratta di un piacevole anello, che si snoda quasi sempre su strade agricole, mulattiere o anche asfalto, con il suo punto di forza nell'ottimo panorama su Alpi e pianura dalla panchina gigante viola. Non mancano tuttavia ulteriori elementi di interesse: dagli gnomi e altri animali che si incontrano nella prima parte del sentiero, ai dolci pendii coperti dai vigneti, ai calanchi che si affacciano sulle anse del Fiume Tanaro. Da mettere in conto la presenza di alcuni tratti che possono risultare molto fangosi e scivolosi, in base alle condizioni meteo ed alla stagione.

 

L'Oasi di Crava Morozzo è un'area umida tutelata da una riserva naturale della Regione Piemonte. Un bel sentiero la attraversa nella sua lunghezza, toccando marcite, stagni e i due laghi di Crava e Morozzo. Il periodo ideale per la visita sono i mesi di maggio e settembre, quando l'oasi si riempe di uccelli migratori, che usano quest'area per la sosta.

 

Biglietto da visita del Parco fluviale Gesso eStura, questo itinerario, denominato 'Il Parco e la sua città', unisce sapientemente una visita al centro storico di Cuneo con una passeggiata lungo il greto del Fiume Gesso. Si svolge in parte su asfalto (per diversi chilometri però chiuso al traffico privato) e in parte su una pianeggiante quanto agevole strada sterrata. Si tratta di un ottimo anello per iniziare a scoprire Cuneo e per conoscere il bel parco fluviale che letteralmente abbraccia la città.

 

L'Oasi naturalistica La Madonnina, ex area di cava riqualificata, costituisce una delle principali aree umide del cuneese. Oltre all'accesso in auto dalla 'Casa del Bosco', l'oasi si può raggiungere anche con questo tranquillo anello con partenza ed arrivo a Sant'Albano Stura. Il dislivello è minimo e ci si sposta quasi per intero su carrabili sterrate o asfalto. I tempi di percorrenza indicati non includono le soste ai vari capanni dell'Oasi per l'osservazione dell'avifauna. In genere visitabile nei fine settimana, si consiglia di verificare comunque gli orari di apertura dell'Oasi della Madonnina sul loro sito web.

 

Breve passeggiata di un'oretta, del tutto pianeggiante e sempre ben esposta al sole, permette di gettare uno sguardo sull'antica città di Augusta Bagiennorum, fondata da veterani dell'imperatore Ottaviano Augusto alla fine del I secolo a.C. Il percorso, arricchito da numerosi pannelli informativi, che consentono di apprezzare interpretare facilmente i resti portati alla luce dagli scavi.

 

Rispetto al tracciato originale, la versione proposta è stata estesa per collegare le stazioni ferroviarie dei due paesi ed offrire così una valida alternativa per il rientro.

 

Il 'Sentiero sul Maira' collega Racconigi a Villar San Costanzo seguendo il corso del Fiume Maira. Nel tratto tra Cavallermaggiore e Savigliano, intitolato a Franco Pacifico, si presenta come un itinerario di pianura tra campi coltivati e pioppeti, frequentato da cicloescursionisti e jogger. Rispetto al tracciato originale, la versione proposta è stata estesa per collegare le stazioni ferroviarie dei due paesi ed offrire così una valida alternativa per il rientro. Nell'abitato di Savigliano, sull'argine del fiume, si sviluppa il breve 'Sentiero dei Mosaici', con interessante opere realizzate da gruppi scolastici della zona.

 

1:45 - 1:55 ore +402 / -223 m 4822 m

San Giacomo di Eca - Albra - Villaro


Bellissima traversata che tocca numerose pittoresche borgate, alcune parzialmente riattate, altre abitate da una manciata di residenti, altre ormai abbandonate, ma tutte ricche di fascino e di storia. Notevole la Chiesa di Albra, perfettamente restaurata e in magnifica posizione panoramica, mentre un poco impervio risulta l'attraversamento del Vallone del Rio Peisino, stretto e roccioso.

 

2:40 - 3:00 ore +475 / -409 m 8084 m

Villaro - Valdarmella - Colla di Chionea - Chionea


Anche questa tappa, che si svolge con dislivelli contenuti fino a Valdarmella, tocca numerose borgate molte delle quali, purtroppo, in completo stato di abbandono. Bei castagneti a Villaro e Valdarmella, e ampi panorami alla Colla di Chionea.

 

1:30 - 1:40 ore +113 / -181 m 5675 m

Chionea - Chioraira - Aimoni


Tappa poco faticosa e molto affascinante nel tratto compreso tra Chionea e Chioraira. Abbastanza monotona la parte del percorso che conduce ad Aimoni, sebbene Borgata Colletta, in ottima e assolata posizione, meriti una visita.

 

2:30 - 2:50 ore +489 / -267 m 8349 m

Variante: Chionea - Chioraira - La Colma - Quarzina


Variante molto interessante che di fatto consente di coprire il tratto tra Chionea e Quarzina in un'unica tappa. E' sicuramente la tappa più avvincente dell'intera Balconata, per le borgate toccate, per gli ampi panorami dalla località La Colma, per la varietà del percorso, per i colori che offre sia che la si percorra in primavera che in autunno.

 

2:05 - 2:20 ore +479 / -189 m 5921 m

Aimoni - La Colma - Quarzina


Tappa non entusiasmante nella parte iniziale, che si svolge per intero su ampie sterrate attraverso i resti degli impianti da sci di Aimoni. Lo scenario cambia però radicalmente una volta giunti in loc. La Colma, amena displuviale pascoliva ai piedi del Pizzo d'Ormea, dalla quale è possibile godere di magnifici panorami.

 

3:10 - 3:35 ore +378 / -455 m 11670 m

Quarzina - Merea - Pian del Fo - Viozene


E' la tappa più lunga dell'intero percorso e, a tratti, un poco monotona, con le sue lunghe sterrate chiuse nel bosco. Meritano gli ampi panorami nella salita a Biranco e l'arrivo a Viozene, dove lo spettacolo offerto dalle pareti calcaree del Mongioie ripaga comunque dei chilometri percorsi. L'autunno è probabilmente il momento migliore per questa escursione.

 

3:15 - 3:45 ore +1022 / -88 m 7885 m

Pian delle Gorre - Gias Madonna - Rifugio Garelli


Traversata dal Vallone di Serpentera al Vallone di Sestrera, molto varia ed interessante, che tocca numerosi Gias. Notevoli i paesaggi e i panorami, incluso quello sulla parete Nord del Marguareis, che si alternano lungo il cammino.

 

Tappa abbastanza varia e panoramica, seppur assai breve e agevole. Dalla Valle Pesio si passa in Valle Ellero attraverso Porta Sestrera, che si affaccia su arrotondate distese prative, per poi discendere al Rifugio Mondovì.

 

Percorso di salita che si snoda tra pascoli e praterie alpine, sempre su terreno facile. Evidenti le tracce di fenomeni carsici, dall'erosione dovuta alle acque di ruscellamento agli inghiottitoi. Più selvaggia la discesa, seppur per brevi tratti, ed in particolare il passaggio nella Gola delle Saline. L'ultima parte della tappa si snoda a mezzacosta tra boschi e pascoli, riservando comunque ancora l'intrigante ponte sospeso che attraversa la Risorgenza delle Vene.

 

Una lunga tappa, attraverso tre colli e ben tre valli: Ellero, Corsaglia e Tanaro. Sebbene la salita al Colle Brignola Seirasso non sia sempre evidente, il panorama verso la Cima delle Saline è sempre maestoso. Stesso dicasi per lo spettacolo offerto dalla parete nord-est del Mongioie, ai piedi della quale è adagiato il Lago Raschera. Ripida ma non eccessivamente faticosa l'ultima discesa fino al Rifugio Mongioie.

 

Per lungo tratto a bassa quota, questa tappa può quasi essere considerata 'di trasferimento'; eppure non mancano elementi di interesse, dal ponte sospeso sul Vallone delle Fuse, alle belle borgate di Carnino, dove ancora si rintracciano notevoli esempi di architettura alpina. Oltre la Gola della Chiusetta si ritorna in alta quota, con i tipici panorami di un ambiente carsico. Chi è ben allenato, e sufficientemente fortunato da trovare ancora il cielo sgombro da nuvole, può terminare la giornata con la salita a Punta Marguareis, la vetta più alta delle Alpi Liguri.

 

Una tappa lunga, molto varia e non eccessivamente faticosa, chiude il Giro del Marguareis. In quota si attraversano ambienti carsici di indubbio fascino, da Plan Ambreuge alla Conca delle Carsene, mentre la parte terminale della discesa, dopo il Gias degli Arpi, si svolge su ottima mulattiera o comoda sterrata, nel bosco e con pendenze sempre contenute. {BR} Una suggestiva variante, attraverso il Passo di Scarason, raggiunge direttamente il Passo del Duca da Plan Ambreuge, consentendo di accorciare notevolmente il percorso. Il tracciato è tuttavia piuttosto impervio, da percorrere con buona visibilità e fondo asciutto.

 Testi, grafici, fotografie e tracce GPS copyright © Roberto Pockaj - www.alpicuneesi.it - Vietata la riproduzione anche parziale con qualunque mezzo o supporto salvo autorizzazione scritta dell'autore. Tutti i diritti riservati.

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